Per gli haters con amore

Come ho usato i soldi dell’accoglienza

Come dico sempre l’accoglienza non è un business, tant’è che la mia famiglia è l’unica che ha accolto 6 profughi in tutta Europa.

I soldi dell’accoglienza sono 30€ al giorno per ogni profugo, nel mio caso quindi è un bilancio di 5.400€ che vengono così redistribuiti:

Perché non ho accolto italiani

Sorrido quando mi chiedono perché non ho accolto italiani. Perché generalmente chi me lo chiede di italiani non ne ha mai accolto o aiutato nessuno. La mia non è semplice solidarietà di cui mi sento responsabile in quanto cristiano. Di azioni di volontariato e di servizi di aiuto e mutualismo ne ho sempre svolti e non ho bisogno di elencarli e di farmi pubblicità su questo, perché la carità la si fa in silenzio e per gli altri non per se stessi. I profughi non vanno accolti per carità, vanno aiutati per solidarietà e bisogna seguire modelli di integrazione che arrivino a renderli indipendenti. Serve dare eco a questa mia esperienza non per premiare me, ma per mostrare che accogliere si può ed è vantaggioso per tutti, genera posti di lavoro e ci fa crescere tutti culturalmente ed emotivamente. La mia è un’esperienza bellissima e ho accolto a casa mia, le cui porte sono sempre aperte, venite a conoscerci.

Perché dico #portoaperto

Lo dico sempre: la ruota della storia gira. Oggi tocca a loro e un domani potrebbe toccare a noi, ai nostri figli. Non posso vivere pensando di costruire una società che chiude le porte, che chiude i porti, sapendo che un domani i giovani esclusi potrebbero essere i miei figli. Porto Aperto è un manifesto elaborato insieme a tanti giovani per un mondo senza confini, il rispetto di questo pianeta che va curato e conservato e una terra che sia di tutti e tutte e per tutti e tutte.

Perché NON sono un buonista

Il buonismo non è l’accoglienza, usare questa parola come forma di scudo rispetto ad ogni discorso è dannoso. Non sono un buonista, semplicemente agisco usando il buonsenso che è un vocabolo diverso. Sono cattolico e ho dei valori che fanno parte della mia cultura e della mia storia. Questi valori non sono in vendita e non sono disponibile a ridurli in nessun modo. Ci si confronta e si discute e dal confronto nasce qualcosa di nuovo, ma non è pensabile evitare il confronto e liquidare il tutto usando slogan brevi e aggressivi. Dietro questo utilizzo del termine buonismo vi è una brutta tendenza antidemocratica.

Perché mi sono candidato con il PD

Il Partito Democratico ha saputo raccogliere questa sfida. Non mi fa paura essere stato bersaglio di forze neofasciste per il mio impegno civile, questo è uno stimolo per candidarmi da indipendente. Sono convinto che siano necessarie alcune radicali prese di posizione su temi come l’abitare, l’accoglienza e l’ambiente. È la lotta alle diseguaglianze per rendere questo mondo un luogo più giusto il mio unico programma. Voglio che ci siano i giovani al centro del mio progetto: i miei studenti e le mie studentesse che ho conosciuto in questi anni sono il principale fuoco che accende la mia battaglia. Io non sono un politico di professione e quest’avventura la voglio affrontare coinvolgendo e ascoltando le persone e le forze del nostro territorio. Voglio dare vita ad un’Europa che sia un Porto Aperto, in questa sfida ho bisogno di voi tutti. Veniamo da lontano e andremo lontano insieme.

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