I miei figli neri

2015 come li ho accolti

Porto Aperto

Tutto è cominciato con la tragedia di Lampedusa del 2015. Quel giorno, dopo quelle 700 morti, sono tornato a casa arrabbiato, deluso e ferito.

«Basta, stanno morendo tutti, dobbiamo fare qualcosa». Non avevamo molto da offrire, solo le porte di casa nostra. La situazione è stata molto particolare perché la prefettura di Treviso cercava alloggio ovunque ci fosse un letto a disposizione.

Abbiamo aperto così casa a sei maschi, tutti musulmani. Non era così che l’avevano immaginata, ma adesso non cambierebbero questa vita con nessun’altra.

Le loro attività (volontariato, lavoro, scuola...)

Il mio progetto di accoglienza ha previsto che i ragazzi facessero percorsi di formazione e inserimento. Hanno fatto dei percorsi per trovare un lavoro stabile, senza rubarlo agli italiani, perché erano lavori senza richieste da parte di nessuno.

Lavorano tutti, due hanno ottenuto la protezione umanitaria, per gli altri quattro le pratiche sono in corso: sono ben integrati nella comunità trevigiana, ne rispettano le regole e la cultura, chiedono solo di poter guardare al loro futuro come tutti i coetanei carichi di sogni e aspettative.

Le conseguenze del Decreto Sicurezza

Decreto Sicurezza_No Salvini

Il Decreto sicurezza elaborato dal vicepremier Salvini ha portato danni per i cittadini stranieri che hanno un titolo di protezione e a una beffa per quelli italiani.

Il legislatore ha previsto che non potranno più accedere allo SPRAR i richiedenti asilo, i titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari e i titolari di permesso di soggiorno per casi speciali (regime transitorio) e infine esclude anche i titolari di permesso di soggiorno per protezione speciale (protezione umanitaria).

I posti letto rimangono vuoti e i ragazzi vengono abbandonati per strada. Si creano così situazioni di degrado e conflitto che sfociano in tensioni. Ma perché devono coesistere persone senza casa e case senza persone?

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